|
OGINOKNAUS - Il lento abbandonarsi alla rabbia
Probabilmente la prima parola che salta alla mente, impattando con il
sound degli Oginoknaus, è spettacolare, è vero che si perde
il filo del discorso quando ci si concentra sui suoni interessanti e spiazzanti
della band, ma non si può perdere loccasione, in questo vortice
musicale, per tirare fuori una parola che testimoni la bellezza delle
emozioni che si provano.
Se si va sul sito my space (http://www.myspace.com/oginoknaus)degli Oginoknaus
si può subito assaporare la loro melodica e schizofrenica rabbia,
si capisce che la loro musica ha voglia di catturare lanima dellascoltatore
che vuole lanciargli un messaggio, e che la voce ipnotica e triste del
cantante ha il solo intento di portare chi capita da quelle parti in un
luogo della mente dove tutti i pensieri affiorano e dove si deve convivere
con essi brutti o belli che siano. Gli strumenti musicali, e gli effetti,
si alternano in un ritmo malinconico che risveglia le nostre angosce,
ma che ci sveglia, tuttavia, dal nostro sonno statico e tranquillo della
vita dogni giorno. Alcune canzoni, infatti, ci proiettano verso
una voglia inconfondibile di voler essere noi stessi, esempio di questo
è la canzone London is mine, coi suoi shut up
( chiudi il becco, in inglese) ed il suono prepotente di batteria e chitarra,
ci getta in una voglia di rivalsa verso qualcosa che ci opprime, e questo
qualcosa sembra essere lo stesso dolore della nostra anima, corrosa continuamente
dalla vita qualunque di tutti i giorni. Ancora una volta abbiamo a che
fare con una band marchigiana, ed ogni volta ci sorprendiamo per come
questa regione si dimostri fruttuosa e generosa per le nostre ricerche.
Gli Oginoknaus, sembrano affacciarsi sul panorama Indie Rock,
ma il loro sound richiama anche altre sonorità, dal post rock al
Power rock. Sembra comunque difficile catalogarli, forse perché
facendo questo si potrebbe perdere di vista il carattere ossimorico (
se questa parola non esiste aggiungetela al vostro vocabolario, e come
spiegazione metteteci: situazione in cui la tristezza si compiace di se
stessa, tanto che con rabbia rivendica la propria esistenza, e si frammista
la malinconia alla voglia di vivere. Esiste un ossimoro più grande?),
dove le sonorità tristi e decadenti spesso si alternano con musiche
cariche di rabbia e di voglia di penetrare latmosfera. I nostri
ragazzi hanno delle grandi idee e tutte sono valide, hanno voglia di sperimentare,
e questo li spinge ad unire diversi stili allinterno delle proprie
composizioni e a creare canzoni diverse dentro lo stesso album, il quale
diventa talmente eterogeneo da far sposare benissimo tutte le canzoni
tra loro. Non cè riuscito di reperire tutto il materiale
musicale del gruppo, ma ben presto ci attrezzeremo, e vi consiglio di
fare altrettanto. Se avessimo avuto altre canzoni, avremmo conosciuto
un mondo ancora più vasto di quello che : London is Mine, Morning
Coffe Plus, Monster der Gelles, When i Cry for You e Big Day Out ; ci
danno. Non perché vogliamo dire che queste canzoni non rendano
lidea del lavoro degli Oginoknaus, anzi sono più che esplicite
in tal senso, ma perché laver ascoltato queste songs, mette
in moto una tale avidità che non possiamo non desiderare di conoscere
quali altri pezzi sono stati partoriti da delle menti così geniali.
Certo sembra puro ruffianesimo ( un altro neologismo), ma vi assicuro
che è aver ascoltato questa band che mi ha spinto a contattarli,
e voi non potrete dire che non siano validi ed interessanti una volta
ascoltati. Vi invitiamo inoltre a visitare il loro sito http://www.oginoknaus.com
, per conoscere ancora qualcosa su di loro, anche se molte cose ve le
diranno loro stessi in questa nuova intervista:
Ciao Ragazzi, voi mi avete ringraziato per aver pensato a voi, ma sono
io che devo ringraziarvi, a nome dei lettori di AndMusicForAll, per essere
qui presenti oggi. Come va?
Benissimo grazie, stiamo per andare in ferie tutti e tre ed abbiamo intenzione
di approfittare di questo periodo per lavorare su del nuovo materiale
che abbiamo cominciato ad abbozzare da qualche mese.
Bene togliamo subito ogni dubbio ai lettori, il nome Oginoknaus è
frutto della vostra esperienza maturata nel campo dei metodi contraccettivi,
giusto?
Beh in parte si purtroppo! Anche se quando decidemmo di usare questo nome
nessuno di noi aveva ancora testato i limiti del metodo! A parte gli scherzi,
è vero che di congetture sul nome se ne possono fare a milioni
(perché non funziona, perché siamo tutti e tre nati negli
anni settanta quando il metodo era applicatissimo, perché siamo
tutti figli di oginoknaus e dei fulmini che spengono le tv e così
via) ma, in realtà, non cè un motivo in particolare
alla base della nostra scelta se non quello che oginoknaus (tutto attacato
e minuscolo) suona bene. Tutto qua!
Ora che abbiamo fatto chiarezza sul nome, possiamo anche parlare della
storia del vostro gruppo, se vi va, e magari parlarci dei vostri componenti.
Siamo tre ragazzi trentenni (chi più chi meno) di Senigallia,
città balneare in provincia di Ancona. Giorgio e Francesco (rispettivamente
batteria e chitarra/voce) vivono, suonano e lavorano lì. Corrado
(basso/voce) lavora a Modena, suona a Senigallia e vive un pò di
qua e un pò di là. Ufficialmente oginoknaus nasce otto anni
fa ma, in realtà, noi tre suoniamo insieme da un sacco di anni.
Con questa line up abbiamo partecipato a numerose compilations, autopodotto
un demo e nel 2004 pubblicato il primo album con Vacation House Records.
Io, due anni fa ho vissuto a Bristol (bellissima città), la città
natale dellIndie rock, ma voi cosa ha spinto verso questo genere,
e poi è esso stesso lunico vero stile musicale o ce ne sono
altri?
La musica che suoniamo è frutto degli ascolti che ci hanno influenzato
nel corso degli anni e che, probabilmente, continueranno ad influenzarci.
Per quanto riguarda la possibilità di qualcosa daltro rispetto
allIndi Rock occorre fare un distinguo. Se con Indie Rock intendiamo
un genere musicale definito allora sicuramente cè e ci sarà
qualcosa daltro (perlomeno stando alle definizioni brevi dei generi
quelle due o tre paroline che di solito stanno sotto il nome della
band che si leggono sui giornali di musica, su internet o sui volantini
dei concerti che si attaccano sui muri). Se invece con Indie Rock intendiamo
un approccio alla musica e a tutto ciò che gli ruota attorno antitetico
rispetto a quello dellindustria musicale mainstream, allora molto
probabilmente non ci sono altre alternative allIndie.
Oramai sono otto anni, vi siete formati dal 1999, che siete in giro per
concerti e registrate canzoni, avete anche inciso un disco, comè
stata la vostra esperienza con lambiente discografico, cosa ne pensate
del mercato della musica?
La situazione del mercato musicale indipendente italiano è abbastanza
statica ormai da qualche anno. Per quanto riguarda la nostra esperienza
possiamo ritenerci fortunati. A Senigallia infatti vive e lavora il grande
David Lenci del Red House Recordings che ci ha seguiti ed incoraggiati
in questi anni e con il quale abbiamo prodotto il nostro primo full lenght
pubblicato poi con Vacation House Records. Inoltre, la scena musicale
locale sta vivendo un momento di grande fermento anche grazie allattività
del Marinaio Gaio (un associazione culturale della quale anche oginoknaus
fa parte) che in questi anni si è adoperata per organizzare concerti
e nella produzione di bands di sicuro valore.
La canzone London Is Mine, sembra voler lanciare un messaggio
di rivendicazione di un qualcosa, o sbaglio, se si qual è questo
messaggio?
London Is Mine in realtà è il resoconto trasognato di una
devestante esperienza etilica vissuta nellla capitale inglese da uno dei
componenti del gruppo che però preferisce rimanere nellanonimato.
Guardando sul vostro sito si nota unatmosfera volta alla psichedelica,
è difficile confrontarsi con un panorama musicale, che, a livello
globale, sembra volgere verso situazioni completamente opposte?
Il lato psichedelico della nostra musica non è il risultato di
una scelta ragionata. È così perché non potrebbe
essere altrimenti. Da questo punto di vista, se vuoi, il problema del
confronto con situazioni che si muovono in direzioni opposte non sussiste,
nel senso che non potremmo fare un musica diversa da quella che facciamo.
E anche se la facessimo avrebbe sempre una deriva psichedelica.
Una vostra canzone, sintitola Gay Pride, ed è presente,
in una nuova versione nel vostro album Vacation House. Perché questo
titolo? La canzone si propone di rivendicare i diritti omosessuali?
La canzone è stata composta nellestate del 2000 durante
i giorni del Gay Pride tenutosi a Roma. Ci venne naturale immaginare quel
pezzo molto allegro come la colonna sonora ideale per quel grande happening
e così decidemmo di chiamarlo Gay Pride.
Quali saranno i vostri nuovi impegni? Farete concerti, avete un nuovo
album in programma? Dove potremo vedervi prossimamente?
Qualche mese fa abbiamo completato le registrazioni ed il mixaggio del
nuovo disco. Il lavoro è stato prodotto artisticamente con Rob
Ellis e registrato con David Lenci. A giorni comincieremo la masterizzazione
del materiale al Chicago Mastering di Bob Weston. Poi dovremmo trovare
un etichetta disposta a pubblicare il lavoro. Attualmente, oltre alla
ricerca di un etichetta, ci stiamo sbattendo per fissare date per suonare
i nuovi pezzi.
Bello avervi avuti con noi. Vi ringrazio ragazzi per la vostra disponibilità,
e per aver dato lopportunità al pubblico di AndMusicForAll
di conoscere il vostro gruppo e la vostra musica, spero ci rincontreremo
presto. Ciao
Grazie a te e al pubblico AndMusicForAll per la disponibilità.
A presto.
--
05/08/2007 - Amexis - AndMusicForAll - P2pForum
OGINOKNAUS S/T (Soul CraftVacation House)
oginoknaus non nascono per errore, nonostante il nome. il gruppo spinge
un power rock dai toni intensi, con kirby annoiata e morfinomane, fuckin'
summer asciutta e matematica, diy part ii convinta e tenebrosa, fino alla
singolabile london is mine in battuta; gli amanti dei motorpsycho si tengano
all'erta.
--
01/04/2007 Enrico Veronese Blow up #107, aprile 2007
OGINOKNAUS S/T (Soul CraftVacation House)
Ritmi ossessivi, unione di psichedelia e gothic tendono ad avvolgere l'ascoltatore,
favoriti anche da una sorta di voce ipnotica ed a tratti demoniaca: questi
sono gli elementi che caratterizzano l'album "Oginoknaus" dell'omonimo
gruppo musicale. Marchigiani, attivi dal 1999 e discretamente conosciuti
nel bistrattato panorama italiano dell'indie rock, gli Oginoknaus danno
vita ad un lavoro difficile da catalogare, ricco di rimandi musicali che
confluiscono e si disintegrano a vicenda in un'atmosfera generale di alienazione,
panico e smarrimento. Sonorità spesso molto vicine al noise accompagnano
una voce a tratti catatonica, a tratti isterica ed aggressiva, che non
riesce a prendere il sopravvento sulla musica, rendendo atmosfere angoscianti,
una sorta di precipizio senza fondo per l'ascoltatore, che si trova a
precipitare in un baratro senza vederne la fine (l'esempio simbolo può
essere, in questo caso, la canzone "Trompe La Mort", oppure
"DIY - Part II"). Cercare di trovare uno schema preciso in cui
incasellare le varie tracce è però solamente un'operazione
che non può dare risultato: tutte le canzoni, seppur inquadrate
nel progetto generale di ossessione ed eccesso claustrofobico, godono
di una certa autonomia di suoni l'una dall'altra. Si confronti ad esempio
la canzone in stile Interpol "London Is Mine" con le stesse
"Trompe La Mort", o "DIY - Part II", e si noteranno
differenze abissali. Insomma, gli Oginoknaus appaiono difficilmente catalogabili
e forse anche per questo interessanti, sebbene i gruppi a cui si ispirano
non sfuggano del tutto: Joy Division, June Of 44 (probabilmente per effetto
della collaborazione con David Lenci), Sonic Youth ed Ulan Bator. La vera
pecca del disco rimane comunque il gusto dell'eccesso, perché,
al contrario, alcune canzoni, come ad esempio "Fuckin Summer",
andrebbero probabilmente limate in determinati tratti per evitare che
l'angoscia dell'ascoltatore si possa tradurre in disappunto. Tutto ciò
non rovina comunque il disco nel suo complesso, che resta un esordio interessante
ed originale, per un gruppo che deve perfezionarsi ed evitare assolutamente
la fossilizzazione e l'autocompiacimento per la positiva prova fornita.
15/02/2007 Paolo Magarini Punkwave
OGINOKNAUS S/T (Soul CraftVacation House)
Gli oginoknaus tengono a farci sapere che esistono per unire in un unico
progetto (divertendosi) le diverse influenze dei componenti della band.
Il risultato è un rock elettrico che gioca sulla ripetitività
ipnotica dei riff, in cui convivono pacificamente new wave, noise e post
rock, e in qualche tratto addirittura i sempre influenti Neurosis e Melvins.
Nonostante questa eterogeneità dei brani, il complesso è
ben tenuto insieme grazie ad una sorta di marchio di fabbrica. Il primo
brano a spiccare è Fucking Summer, un inizio new wave
che si rende conto di essere fuori tempo massimo e finisce per sfociare
direttamente nel noise rock melodico. Ci si rende presto conto che il
lavoro strumentale (per tutto il disco, e in particolar modo quello della
chitarra) è di quelli da definire memorabili senza essere necessariamente
impeccabili e di livello artistico superiore. Diy Part II
va dalliniziale essere dilatata ad un ritmo che ricorda molto le
cose più tranquille dei Queens Of The Stone Age, sul quale si aggrappa
un cantato dalle tendenze allucinate. Non manca neanche la canzone damore
dalle rime facili (Kirby, e qui si presuppone che lascoltatore
sappia cosè lironia). Uno degli episodi migliori è
When I Cry For You, altro brano dilatato e cantato con uno
stile da vecchio folksinger americano, mentre U è lincontro
tra il suono dei Mogwai in forma canzone e (ancora) i Sonic Youth. E nonostante
linvasione di gruppi new rock degli ultimi anni, gli
oginoknaus arrivano a proporci una London Is Mine che riprende
quei suoni (aggiungendone altri ancora più retrò, gradevoli)
che in fin dei conti risulta meglio di altre composizioni più pubblicizzate
dai media. Forse è proprio nel non voler fare un unico genere concordato
il punto di forza del gruppo di Senigallia, perché le idee vengono
ben sfruttate (se non al meglio, quasi) brano per brano, piuttosto che
venir sparse per il disco e lavorare di taglia e cuci come sono costretti
a fare altri, in mancanza di idee. Meriterebbero più visibilità.
23/10/2006 Subway Benzoworld
|